“Abbiamo visto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che sta facendo passi troppo piccoli per l’emergenza nella quale siamo e un Governo che non sta andando nella direzione giusta per affrontare questa crisi. Non sono soddisfatto, non siamo soddisfatti della velocità con la quale il Governo sta portando avanti i propri obiettivi. Sta seguendo una modalità troppo lenta rispetto a quella necessaria per limitare quanto meno i danni e per rispettare la scadenza del 2025 concordata in Europa per tagliare le spese ai combustibili fossili. L’eliminazione delle sovvenzioni pubbliche al fossile può invece essere concretizzata in tempi brevi, redistribuendo i proventi delle tasse in modo più equo”.

Così Alessandro Berti – il cittadino aderente a Ultima Generazione che nel 2022 tra settembre e ottobre ha portato avanti uno sciopero della fame di 26 giorni per richiedere ai leader dei principali partiti politici che si confrontavano in campagna elettorale di impegnarsi a inserire l’emergenza eco-climatica nella propria agenda politica in modo concreto e tangibile – ha commentato l’incontro che si è svolto oggi alle 15:00 presso il ministero dell’Ambiente e per la Sicurezza Energetica, in viale Cristoforo Colombo 44 a Roma, tra una delegazione di 5 persone di Ultima Generazione e il ministro Gilberto Pichetto Fratin.

“Abbiamo anticipato al ministro la notizia che a settembre l’opposizione presenterà una proposta di legge per la dismissione di 8 sussidi ambientalmente dannosi (sad), che consentirà di risparmiare 5 miliardi di euro di soldi pubblici, versati dai cittadini. Una proposta che si pone l’obiettivo, da un lato, di garantire all’Italia di avvicinarsi al rispetto della deadline fissata nel 2025 per la rimozione delle principali sovvenzioni ai combustibili fossili e, dall’altro, di investire i soldi delle nostre tasse in progetti utili agli italiani piuttosto che alle élite del fossile. Dal ministro non abbiamo avuto una risposta netta e chiara sulla disponibilità ad accogliere questa proposta, ma una prima apertura a continuare il dialogo a ottobre per sapere quali di questi sussidi da eliminare porterà in legge di bilancio” ha aggiunto Rita.

GLI ARGOMENTI AFFRONTATI

Tanti gli argomenti che abbiamo toccato con Pichetto Fratin: la necessità di rispettare gli impegni di abbandono dei sussidi ambientalmente dannosi entro il 2025, come da impegno ribadito anche nell’introduzione dell’ultima edizione del Catalogo dei Sussidi Favorevoli e Dannosi, da poco pubblicata, nonché gli impegni dell’agenda europea “Fit for 55”, su cui siamo drammaticamente indietro; il giudizio di Eccoclimate, il think-tank italiano per il clima, alla totale bocciatura del suo piano nazionale integrato per l’energia e per il clima (Pniec), appena presentato dal nostro Paese alla Commissione europea; l’appello del presidente Sergio Mattarella che parlando di crisi climatica ha dichiarato: “Occorre avere la consapevolezza che siamo in ritardo” nelle azioni necessarie per invertire il trend.

LA PROPOSTA DI LEGGE

Ma non abbiamo solo parlato. Abbiamo portato al ministro una proposta concreta per la cancellazione immediata di 8 dei sussidi ambientalmente dannosi (sad) più ingiusti e odiosi, che risultano facilmente eliminabili senza particolari contraccolpi su occupazione, inflazione ed economiaper liberare risorse pubbliche per quasi 5 miliardi di euro e destinarle a sussidi favorevoli o colmare il baratro di soldi necessari per la ricostruzione di vaste aree del Paese, sconquassate da bombe d’acqua, violente grandinate, siccità e incendi.

La proposta verrà presentata a settembre dalle forze di opposizione e prevederà di:

  • riattivare la “Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi”, con l’obiettivo di eliminare gradualmente entro il 2025 tutti i sad, previo confronto con le parti sociali e percorsi di partecipazione democratica, con indicazione di utilizzare le risorse recuperate per evitare impatti sociali ed occupazionali attraverso istituzione di nuovi sussidi ambientalmente favorevoli (saf);

  • tagliare di 8 sussidi ambientalmente dannosi, per un importo di quasi 5 miliardi di euro;

  • vietare gli investimenti pubblici nei progetti per fonti fossili, compresi gli investimenti nazionali ed esteri, di CDP e SACE.

Invitiamo anche le forze di opposizione a premere in maniera più decisa sul Governo, affinché si assuma la responsabilità di affrontare in maniera adeguata questo momento storico.

La richiesta della campagna è:

➤ Stop ai sussidi pubblici a tutti i combustibili fossili

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