In una dichiarazione rilasciata oggi, “il governo della Repubblica Saharawi lancia un appello urgente a tutti i paesi del mondo e a tutte le entità o individui con interessi sul terreno nel Sahara occidentale affinché abbandonino le loro attività, qualunque sia la loro tipologia, in quanto il territorio è in uno stato di guerra aperta”.

Il 13 di questo mese, il governo della Repubblica Democratica Araba Saharawi (SADR) ha dichiarato guerra “per autodifesa” al Marocco, che ha violato il cessate il fuoco. Questa è la risposta del Fronte Polisario agli attacchi dell’esercito marocchino contro pacifici manifestanti saharawi, che protestavano contro la violazione illegale a El Guergarat – e in diversi luoghi lungo il “muro della vergogna”-, e contro la sistematica violazione dell’accordo di pace, firmato da entrambe le parti nel 1988 e promosso dalle Nazioni Unite.

Il conflitto è in aumento e il presidente Brahim Ghali ha dichiarato che il governo saharawi è pronto al dialogo, ma non deporrà le armi finché non sarà raggiunta l’autodeterminazione.

E in una dichiarazione resa pubblica oggi, il governo della SADR ha messo in guardia “La guerra che è stata imposta al nostro popolo, e che lo stesso regime marocchino ha riconosciuto di aver iniziato, ci ha costretti a considerare l’intero territorio della Repubblica Saharawi, il suo spazio aereo e le sue acque marittime come una zona di guerra tra l’Esercito di liberazione del popolo Saharawi (SPLM) e le forze di invasione dell’occupante marocchino”. Pertanto “il governo della Repubblica Saharawi lancia un appello urgente a tutti i paesi del mondo e a tutte le entità o individui con interessi sul terreno nel Sahara occidentale affinché abbandonino le loro attività, qualunque sia la loro tipologia, perché il territorio è in uno stato di guerra aperta”, conclude il comunicato, ripreso dall’agenzia ufficiale Sahara Press Service.

Da vari paesi, governi e organizzazioni sono giunte in modo incessante manifestazioni di sostegno all’autodeterminazione del popolo saharawi, anche se con la richiesta un intervento urgente ed efficace dell’ONU.

Ricordiamo che il referendum per l’autodeterminazione, previsto dagli Accordi di pace – punto fondamentale per il cessate il fuoco – non si è mai svolto. Il Marocco ha sistematicamente violato gli accordi mentre costruiva il cosiddetto Muro della Vergogna, lungo 2.720 km, con l’obiettivo di difendere i suoi interessi da possibili attacchi del Fronte Polisario e per impedire il ritorno dei rifugiati al loro territorio.

Il Sahara occidentale costituisce l’ultima colonia esistente in Africa.

 

Traduzione dallo spagnolo di Silvia Nocera